C’è un punto del Giappone dove il tempo sembra rallentare.
Tra il Monte Fuji e l’oceano Pacifico, le colline di Shizuoka disegnano un paesaggio verde e ordinato: sono le piantagioni di tè, che da secoli colorano i pendii con sfumature cangianti, seguendo il ritmo delle stagioni.
In primavera, le foglie brillano sotto il sole. In estate, ondeggiano al vento. In autunno, si fanno più scure. In inverno, dormono.
Passeggiare tra queste coltivazioni è come attraversare una poesia silenziosa.
Tutto profuma di natura, lavoro paziente, rituali tramandati. In Giappone, il tè non è semplicemente qualcosa da bere. È un gesto di accoglienza, di ascolto, di rispetto per ciò che è lento e vivo.
Ed è proprio in questo luogo che si svolge una delle storie più amate dai piccoli lettori e ascoltatori dei Marimo: quella di Suiren, il fiore d’acqua nato dal vento.
Dalle colline al lago: il viaggio di Suiren
Il racconto inizia nel fondo del Lago Akan, dove i tre amici Marimo – Taro, Misa e Yume – si annoiano un po’. Cercano un nuovo gioco, una nuova avventura, ma niente sembra entusiasmarli. Così chiamano Koi, la carpa saggia, chiedendole una storia. E lei, come sempre, accetta: racconterà ancora una volta la leggenda di Suiren, su richiesta di Yume, che non si stanca mai di ascoltarla.
È la storia di Kikyō, una piccola campanula blu che cresceva tra le piantagioni di tè, sulle colline di Shizuoka.
Kikyō guardava sempre il cielo, sognando di volare. Desiderava vedere l’oceano, il Monte Fuji, altri fiori e nuove creature. Ma le sue radici la tenevano ancorata a terra.
Il suo unico amico era Susanowo, il vento dell’oceano. Con lui parlava ogni giorno, confidandogli i suoi desideri. Finché un giorno, Susanowo le promise di aiutarla a viaggiare, ma solo se avessero trovato un luogo sicuro dove farla atterrare: uno stagno in cui le sue radici potessero toccare il fondo e rinascere.
Il viaggio iniziò nel primo giorno di primavera.
Susanowo soffiò con delicatezza, sollevando Kikyō da terra e portandola in alto, tra i colori del paesaggio. Dopo un lungo volo, i due scesero verso uno stagno calmo, circondato da piante e creature gentili.
Lì, Kikyō mise radici nell’acqua e si trasformò lentamente in una ninfea: un fiore d’acqua dai grandi petali, aperti verso il cielo e verso la luce.
Da quel giorno prese il nome di Suiren, e divenne parte di quel paesaggio che un tempo osservava solo da lontano.
Ogni giorno, Susanowo le faceva visita. Ogni giorno, Suiren cresceva.
Un racconto per educare all’attesa e al cambiamento
Questa storia, semplice e poetica, è un modo per insegnare ai bambini il valore dell’ascolto, del coraggio e del cambiamento.
Suiren non si ribella alla sua condizione, ma la osserva con curiosità e desiderio. È il vento a trasformarla, ma è la sua fiducia gentile a renderla pronta.
E il luogo in cui arriva – uno stagno immerso nelle piantagioni di tè di Shizuoka – è un simbolo perfetto di armonia tra natura, pazienza e bellezza.
Insieme, il racconto e il paesaggio evocano l’idea che ogni creatura abbia un tempo, una direzione, un luogo dove può rifiorire.
Vuoi ascoltare “Suiren, sulle ali del vento”?
Questo racconto è disponibile solo in formato audio ed è un contenuto speciale del mondo dei Marimo.
Puoi riceverlo in regalo così:
acquista
– il volume unico
oppure
– 2 episodi cartacei singoli + 2 audiolibri a scelta
e invia la prova d’acquisto via mail o DM su Instagram.
Riceverai in omaggio l’audio-racconto completo, narrato dalla nostra voce Valentina Esposito, che interpreta Koi e accompagna tutti i personaggi nel loro viaggio, dando voce alle emozioni della storia.
Un piccolo viaggio da ascoltare, sognare e condividere insieme. Come fanno i Marimo, ogni volta che imparano qualcosa di nuovo.


