Quando un bambino si commuove leggendo: cosa facciamo noi adulti? 

da | Mar 27, 2026

A volte succede mentre leggiamo la sera.

Siamo sul divano, la luce è bassa, la storia procede tranquilla. Poi arriviamo a una scena qualsiasi, non per forza triste, e sentiamo che qualcosa cambia.

Il bambino si fa più silenzioso. Oppure trattiene il fiato. O ancora, gli occhi diventano lucidi.

E noi, in quel momento, non sappiamo bene cosa fare, perché ci tocca.

L’emozione non è un problema

Quando un bambino si commuove durante una storia, la prima tentazione è intervenire.

«È solo una storia.»
«Non essere triste.»
«Adesso succede qualcosa di bello.»

Lo facciamo per proteggerlo. E anche un po’ per proteggerci, perché vedere un bambino attraversare un’emozione intensa ci mette davanti alla nostra difficoltà di stare lì senza sistemare tutto.

Ma forse non c’è niente da sistemare.

Le storie servono anche a questo: a fare esperienza delle emozioni in uno spazio che non fa male davvero. È un allenamento silenzioso, un modo per dire: questa cosa che senti esiste, ed è normale.

Non c’è bisogno di spiegarla subito.

Il nostro imbarazzo

Se siamo sinceri, l’imbarazzo è nostro.

Abbiamo paura che sia troppo, che la tristezza si allarghi, che la domanda che arriva dopo non abbia una risposta pronta.

E allora riempiamo il silenzio.

Invece, a volte, basterebbe lasciarlo lì.

Un bambino che si emoziona leggendo sta vivendo qualcosa, forse riconosce una somiglianza tra sé e quel personaggio che tocca un punto che lo riguarda.

Non sempre saprà dirci quale.

Dentro I Racconti dei Marimo questa è una convinzione forte: i bambini non hanno bisogno di soluzioni confezionate, ma di strumenti.

E una storia è uno strumento, perché non chiude le emozioni, non dà risposte definitive, ma offre immagini dentro cui potersi riconoscere.

Restare accanto

Forse la domanda che possiamo porci non è tanto “cosa dobbiamo fare”, ma “possiamo restare?” mentre il bambino si asciuga gli occhi, senza cambiare tono, senza trasformare quel momento in una lezione.

Nell’immaginario giapponese che attraversa i Marimo c’è un grande rispetto per il ritmo naturale delle cose. 

Ad esempio le stagioni non si accelerano, così come non si forza un fiore ad aprirsi prima.

Anche un’emozione ha il suo tempo.

Se un bambino si commuove durante una storia, forse sta semplicemente attraversando quel tempo.

E noi possiamo farne parte, senza correggere nulla.

LA COLLANA DI LIBRI PER BAMBINI

I racconti dei Marimo®

La collana ha preso il via con il primo episodio intitolato Liberi come un pesce. Il racconto narra dei nostri tre amici Marimo, Taro, Misa e Yume che scoprono, insieme alla compagna di avventure Koi, un modo anticonvenzionale di viaggiare… Cosa succederà?

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