Ci sono creature che i bambini notano prima degli adulti.
Una formica che attraversa il vialetto.
Una foglia rimasta incastrata tra due sassi.
Una libellula ferma per pochi istanti vicino all’acqua.
Noi magari passiamo oltre. Loro, invece, si fermano e guardano quel corpo sottile, le ali trasparenti, il movimento rapidissimo che sembra quasi impossibile da seguire. E per un momento il tempo cambia. Non serve dire niente, basta fermarsi a osservare.
La libellula è entrata così nel nostro albo da colorare: in punta di ali, senza fare rumore.
Non compare all’improvviso tra le pagine solo come piccolo dettaglio naturale. Arriva prima ancora delle illustrazioni, nella dedica iniziale, là dove l’albo si apre ai bambini e affida loro una promessa gentile:
Ai bambini che coloreranno queste pagine,
che le vostre idee sappiano volare leggere,
con la curiosità di scoprire nuove strade
e la libertà di scegliere i vostri colori.
È da qui che parte il suo volo: dalle idee leggere, dalla curiosità, dalla libertà di scegliere un colore senza dover spiegare perché proprio quello.
La libellula entra nel nostro albo da colorare con un haiku di Matsuoka Seira:
disegni colorati
nel vento d’autunno:
le libellule
In pochi versi c’è già tutto il respiro dell’albo: il colore, il vento, le stagioni, il movimento leggero di qualcosa che attraversa la pagina e invita a seguirlo.
La libellula accompagna l’albo perché assomiglia molto alle idee dei bambini: rapide, impreviste, luminose, capaci di prendere strade che noi adulti non avremmo immaginato.
E forse è proprio questo il modo più bello di iniziare un albo da colorare.
Non dicendo: “Colora così”.
Ma sussurrando: “Prova a vedere dove ti portano i tuoi colori”.
Il significato della libellula in Giappone: perché è il simbolo del nostro albo da colorare
In Giappone la libellula si chiama tombo.
È un insetto legato all’acqua, ai campi, alle risaie, ai giorni in cui l’estate comincia a lasciare spazio all’autunno. Arriva quando il paesaggio sta cambiando, quando l’aria si fa diversa e la natura sembra prepararsi a un nuovo passo.
Non ha la presenza vistosa di un fiore in piena fioritura, né il richiamo immediato di un animale grande. La libellula passa, si posa a pelo d’acqua e poi riparte.
Bisogna avere lo sguardo pronto per accorgersene.
Forse per questo sta così bene accanto all’infanzia. Perché i bambini, quando non hanno fretta, si accorgono delle cose più piccole e danno loro valore.
Nella cultura giapponese la libellula porta con sé anche un significato più profondo. È stata associata alla buona fortuna, al coraggio e alla determinazione. In passato veniva chiamata anche kachi-mushi, “insetto vittorioso”, perché il suo volo richiama un movimento deciso, una direzione che avanza. La sua figura compariva perfino su oggetti legati ai samurai, proprio per questo valore simbolico di forza e risolutezza.
Ed è qui che il suo significato incontra l’albo da colorare.
Non volevamo scegliere un simbolo soltanto grazioso. Cercavamo un’immagine capace di parlare ai bambini senza diventare pesante. Qualcosa che avesse dentro il movimento, ma anche la delicatezza. La libertà, ma anche una direzione. La leggerezza, ma non la fragilità.
La libellula tiene insieme tutto questo: si muove rapida, ma sa fermarsi.
Sembra sottile, ma attraversa il vento.
Appare per un istante, ma resta nella memoria.
È un simbolo piccolo, eppure pieno di possibilità. Proprio come certe idee dei bambini, che all’inizio sembrano appena accennate e poi, se lasciate respirare, trovano una strada tutta loro.
Spesso fanno giri strani. Partono da una cosa minuscola, poi arrivano lontano. Un colore diventa un ricordo. Una forma diventa un animale. Una macchia fuori dal bordo diventa una nuvola, una pozzanghera, un sentiero.
A volte noi adulti arriviamo troppo presto con il nome delle cose.
Quella foglia è verde.
Quel cielo è azzurro.
Quel personaggio va colorato così.
Quel dettaglio non si vede neppure, puoi lasciarlo stare.
E invece proprio lì, nel dettaglio piccolo, può nascere qualcosa.
Un albo da colorare vive davvero quando smette di essere uguale per tutti. Quando ogni bambino ci lascia dentro il proprio modo di guardare. C’è chi userà colori pieni, chi sceglierà tinte leggere, chi riempirà tutto, chi lascerà spazi bianchi, chi inventerà combinazioni che nessun adulto avrebbe preparato.
Per questo la libellula ci è sembrata il simbolo giusto: perché non rappresenta un’idea ferma, chiusa, già decisa. Rappresenta il passaggio. Il movimento. La possibilità di cambiare direzione senza perdere il proprio volo.
Dentro un albo da colorare, questo significa lasciare al bambino uno spazio vero.
Colorare senza fretta
Nel mondo de I racconti dei Marimo®, il tempo ha sempre avuto un passo diverso.
Il lago Akan, le stagioni, le piccole creature, le piante, l’acqua, il vento: tutto invita a guardare con più calma e anche colorare può avere questo passo.
Una pagina non deve per forza essere finita in una volta sola. Un bambino può fermarsi, cambiare colore, tornare su un particolare, lasciare qualcosa sospeso. Può scegliere il personaggio che sente più vicino quel giorno e ignorarne un altro fino alla volta successiva.
A noi piace pensare che l’albo possa essere usato come un piccolo paesaggio da abitare.
Si può entrare da una stagione. Da un personaggio. Da un colore. Da un dettaglio che cattura lo sguardo prima di tutto il resto.
La libellula, scelta come simbolo dell’albo, accompagna proprio questa possibilità. Porta con sé l’idea di un movimento libero, leggero, curioso.
Nel nostro piccolo mondo del lago Akan, la libellula diventa anche qualcosa di più intimo: un augurio rivolto ai bambini.
Che le loro idee sappiano volare leggere.
Che la curiosità li porti verso nuove strade.
Che i colori diventino un modo per raccontarsi, anche senza parole.
Forse è questo che fa una libellula quando passa vicino all’acqua: resta solo per un istante; poi vola via, ma intanto ci ha insegnato a guardare meglio.


