Mizu no kokoro: la mente come acqua (insegnare ai bambini a lasciar passare le emozioni) 

da | Giu 3, 2026

Ci sono giorni in cui un bambino sembra un lago quieto.

Gioca, osserva, ascolta, sceglie un colore, si ferma su un dettaglio. Poi, all’improvviso, arriva qualcosa: una parola che non voleva sentire, un gioco che non riesce, una stanchezza troppo grande, un no ricevuto nel momento sbagliato.

E il lago si muove.

L’acqua si increspa, perde la sua superficie liscia, non riflette più bene quello che ha intorno. Succede anche agli adulti, ma nei bambini lo vediamo più chiaramente: l’emozione arriva intera, senza filtri, e per qualche minuto sembra occupare tutto lo spazio.

Mizu no kokoro è un’espressione giapponese che viene spesso tradotta come “mente come acqua”. Nelle arti marziali e nella tradizione zen indica uno stato interiore calmo, simile alla superficie dell’acqua quando è quieta: se l’acqua è ferma, riflette ciò che ha davanti; se è agitata, l’immagine si deforma. 

Portata vicino ai bambini, questa immagine non serve a chiedere loro di restare sempre calmi. Sarebbe ingiusto, e anche poco realistico. Serve piuttosto a dire una cosa più gentile: le emozioni possono arrivare, muovere l’acqua, creare onde, ma non devono restare lì per sempre.

Il significato di Mizu no kokoro spiegato ai bambini

Mizu significa acqua. Kokoro è una parola molto ricca, perché in giapponese può indicare insieme cuore, mente e interiorità: non separa del tutto ciò che pensiamo da ciò che sentiamo. Per questo mizu no kokoro parla di un modo più armonioso di stare dentro quello che accade

Con un bambino, però, non serve partire dalle definizioni. Basta un’immagine.

“Quando sei molto arrabbiato, la tua acqua si muove tanto.”
“Quando hai paura, forse ci sono onde più grandi.”
“Quando respiri piano, l’acqua può tornare un po’ più calma.”

Queste frasi non cancellano l’emozione e non la giudicano. Non dicono “non piangere”, “non arrabbiarti”, “non è niente”. Dicono invece: quello che senti esiste, lo possiamo guardare insieme, e piano piano può cambiare forma.

Per molti bambini è già un sollievo.

Le emozioni non sono sbagliate

Quando un bambino si arrabbia, piange o si chiude, spesso la tentazione adulta è intervenire in fretta per rimettere tutto a posto. Vogliamo calmare, spiegare, correggere, trovare subito la frase giusta.

A volte, però, prima delle parole serve una presenza.

Un bicchiere d’acqua.
Una mano vicina.
Un respiro fatto insieme.
Un adulto che non si spaventa davanti all’onda.

Mizu no kokoro può aiutarci proprio qui: non a pretendere bambini sempre tranquilli, ma a ricordare che l’acqua agitata non è acqua “sbagliata”. È acqua attraversata da qualcosa.

Anche l’emozione funziona così. Arriva, muove, confonde, poi può depositarsi. Il bambino non deve imparare a non sentire. Deve imparare, con il tempo, che quello che sente può essere ascoltato senza diventare tutto.

Un piccolo esercizio con l’acqua

Per spiegare la mente come acqua ai bambini, si può usare un gesto molto semplice.

Riempite una ciotola trasparente o un bicchiere d’acqua e lasciate che il bambino guardi la superficie quando è ferma. Poi toccatela appena con un dito, oppure lasciate cadere una piccola goccia.

L’acqua si muoverà.

Per qualche secondo la superficie cambierà, poi tornerà piano più quieta.

A quel punto si può dire: “Vedi? L’acqua si è mossa, ma non è rimasta così per sempre”.

È un’immagine piccola, ma concreta. Aiuta il bambino a capire che un’emozione può essere intensa senza essere infinita. La rabbia passa. La paura cambia. La tristezza può diventare più leggera, soprattutto se qualcuno resta accanto mentre l’acqua torna calma.

Mizu no kokoro e il mondo dei Marimo

Nel mondo de I racconti dei Marimo®, l’acqua è sempre stata una presenza importante.

C’è il lago Akan, ci sono le alghe marimo che crescono lentamente, c’è un ritmo naturale che invita a osservare prima di correre alle conclusioni. Anche per questo mizu no kokoro si inserisce bene nel nostro modo di raccontare l’infanzia come immagine da custodire.

Lasciare passare, senza trattenere tutto

Insegnare ai bambini a lasciar passare le emozioni non significa renderli meno sensibili. Al contrario: significa aiutarli a riconoscere quello che provano senza esserne travolti ogni volta.

Mizu no kokoro ci offre un’immagine semplice e potente: dentro di noi può esserci acqua mossa, ma anche acqua capace di ritrovare quiete.

Non sempre subito, da soli e nello stesso modo.

Ma con una presenza calma accanto, con parole misurate, con piccoli gesti ripetuti nel tempo, i bambini possono imparare che le emozioni non sono nemiche da mandare via. Sono onde da ascoltare, attraversare e poi lasciare andare.

Come l’acqua del lago dopo il vento.

Prima si muove.
Poi, piano, torna a riflettere il cielo.

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