Nuri-e: in Giappone i “disegni da colorare” hanno un nome (e un modo tutto loro di far rallentare)

da | Apr 16, 2026

In un tempo che corre, esistono ancora gesti che non chiedono di essere accelerati: colorare è uno di questi.

Basta osservare un bambino mentre tiene in mano una matita: sceglie un colore, si ferma su un punto, torna indietro, cambia direzione. Non c’è fretta, non c’è un obiettivo da raggiungere. C’è, invece, una presenza tranquilla, quasi silenziosa.

In Giappone, i disegni da colorare hanno un nome preciso: nuri-e (塗り絵).

È una parola semplice, eppure contiene un modo di guardare diverso. Indica un’esperienza più che un’attività, perché colorare diventa un gesto che accompagna il tempo, invece di riempirlo.

Nel contesto giapponese, il nuri-e è diffuso anche tra gli adulti. Non è raro trovare libri da colorare pensati per chi desidera rallentare, concentrarsi, tornare a un ritmo più essenziale. Questo dice molto di come venga percepito, ovvero come uno spazio da attraversare con attenzione e non come qualcosa “per tenere occupati”.

Quando un bambino colora, succedono molte cose insieme. La mano si muove, ma non è un movimento automatico. Ogni tratto è una scelta. Il colore non serve solo a completare un disegno, entra dentro l’immagine, la modifica, la rende propria. In questo processo non c’è bisogno di spiegare, né di correggere. È un’esperienza che si costruisce da sola, passo dopo passo.

Ecco perché parlare di benefici del colorare nei bambini rischia di ridurre qualcosa che è molto più ampio. Certo, ci sono effetti concreti: la concentrazione, la coordinazione, la capacità di stare su un’attività più a lungo. Ma c’è anche altro, più difficile da definire: una forma di calma, una continuità che si crea tra il gesto e il pensiero.

In Giappone, il rapporto con il colore è spesso legato alla natura. Le stagioni sono una presenza che si riconosce nei dettagli: il verde profondo del muschio, il blu dell’acqua, le sfumature che cambiano nel corso dell’anno. Colorare significa anche questo: imparare a vedere.

Dal nuri-e al nostro albo da colorare

Quando abbiamo iniziato a lavorare al nostro albo da colorare ispirato al Giappone, siamo tornati più volte su questa idea. Non ci interessava proporre qualcosa da aggiungere alla lista delle attività quotidiane. Ci interessava creare uno spazio che potesse essere percepito.

Le illustrazioni nascono dallo stesso mondo delle storie. Taro, Misa e Yume non restano fermi sulla pagina: tornano tra le mani di chi colora. Ogni scena è legata a una stagione, e ogni stagione porta con sé un ritmo diverso. Alcune immagini sono più essenziali, pensate per i bambini più piccoli. Altre chiedono uno sguardo più lungo, un tempo più disteso.

Non c’è un modo giusto per farlo. Non c’è un ordine da seguire.
C’è la possibilità di entrare nella storia, di attraversarla con il proprio ritmo.

In questo senso, il nostro albo si avvicina molto all’idea di nuri-e. Non è un’attività separata dal racconto: è un modo per restarci dentro, anche dopo aver chiuso il libro, per continuare a esplorare quello stesso paesaggio, questa volta con le mani.

Nel mondo dei Marimo tutto nasce dall’acqua, dal Lago Akan, da un movimento lento e continuo. Il colore si inserisce in questo flusso senza interromperlo. Lo segue.

E forse è proprio qui che si trova il senso più profondo del colorare: un tempo che si crea mentre il gesto si compie.

Se senti che questo è il tempo che vuoi proteggere anche tu, puoi scoprire il nostro albo da colorare qui:

LA COLLANA DI LIBRI PER BAMBINI

I racconti dei Marimo®

La collana ha preso il via con il primo episodio intitolato Liberi come un pesce. Il racconto narra dei nostri tre amici Marimo, Taro, Misa e Yume che scoprono, insieme alla compagna di avventure Koi, un modo anticonvenzionale di viaggiare… Cosa succederà?

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